“Il re è nudo!” è forse il commento più inflazionato degli ultimi mesi, esso deriva da una fiaba per bambini, scritta dal danese Hans Christian Andersen nel lontano 1837.
E’ una fiaba ricca di riferimenti culturali molto calzanti per l’epoca che stiamo vivendo. Buona lettura.
I vestiti nuovi dell’imperatore
Molti anni fa viveva un imperatore, il quale amava tanto possedere abiti nuovi e belli, che spendeva tutti i suoi soldi per abbigliarsi con la massima eleganza.
Non si curava dei suoi soldati, non si curava di sentir le commedie o di far passeggiate nel bosco, se non per sfoggiare i suoi vestiti nuovi.
Aveva un vestito per ogni ora del giorno, e mentre di solito di un re si dice: “E’ in Consiglio!“, di lui si diceva sempre: “E’ nello spogliatoio!”
Nella grande città, dove egli abitava, ci si divertiva molto. Ogni giorno arrivavano stranieri, e una volta vennero due impostori, i quali si spacciarono per tessitori e dissero che sapevano tessere la stoffa più straordinaria che si poteva immaginare. Non solo i disegni e i colori erano di singolare bellezza, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili a quegli uomini che non erano all’altezza della loro carica o che erano imperdonabilmente stupidi.
“Sarebbero davvero vesti meravigliose! – pensò l’imperatore – Con quelle indosso, io potrei scoprire quali uomini nel mio regno non sono degni della carica che hanno; potrei distinguere gli intelligenti dagli stupidi. Ah! si! Mi si deve tessere subito questa stoffa!”
E diede molti soldi in mano ai due impostori perchè incomiciassero a lavorare.
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